Visualizzazione post con etichetta Ritocco. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ritocco. Mostra tutti i post

Attenuare Pori e Pelle d'oca




Ceretta troppo recente, ambiente freddo o semplicemente illuminazione troppo "cruda" portano spesso ad evidenziare i pori della pella dando l'effetto "pelle d'oca".

Sarebbe improponibile pensare di eliminare il difetto poro per poro a colpi di singoli click mirati..
vediamo come risolverlo in modo molto semplice e poco invasivo.


Per iniziare duplichiamo il nostro livello di e mettiamolo in modalità di fusione "schiarisci"



utilizziamo il pennello correttivo



campioniamo un punto di pelle attiguo alla destinazione, e cominciamo a spennellare








la modalità "schiarisci" consente solo ai pixel più chiari di quelli del livello di sfondo di essere visibili, come possiamo vedere dall'immagine sottostante, la resa è ottima, con questo metodo abbiamo preservato la texture della pelle, evitando una resa posticcia e palesemente ritoccata.



Possiamo a questo punto rifinire il nostro intervento con alcuni passaggi già illustrati nel tutorial beauty.

selezioniamo la pelle (lo strumento lazo va benissimo)




duplichiamo su un nuovo livello la selezione (ctrl+j x win - mela+J x mac)

oppure copiamo elementi uniti



ed incolliamo




sfochiamo questa porzione di pelle con:
filtro/sfocatura/controllo sfocatura (impostiamo un raggio di almeno 20 px )

la sfocatura farà sbordare la pelle, è bene eliminare con qualche colpo di gomma con pennello morbido (durezza medio/bassa) quelle parti che si sovrappongono erroneamente ai dettagli vicini (cercando di essere più prossimi ai bordi della porzione pelle).



applichiamo un poco di disturbo con :
filtro/disturbo/aggiungi disturbo (consiglio monocromatico, attenzione a non eccedere col raggio)



per ultimare il nostro lavoro, abbassiamo l'opacità del livello pelle, in modo da renderlo appena visibile, questo livello aiuterà a camuffare eventuali imperfezioni rimaste.





ecco il nostro risultato



di seguito i tre passaggi (originale/livello schiarisci/finale con livello pelle sfocato)


Un po' di pancia...


Capita sovente di dover intervenire sulle forme dei nostri soggetti magari un po' sovrappeso o semplicemente chiusi in un abbigliamento "costrittivo" come in questo caso dove la modella riempie in modo antiestetico un pantalone di una taglia inferiore.

Lo strumento che più si addice alla modifica delle linee è il "fluidifica", presente nel menù filtri.

La gestione del fluidifica avviene in una finestra esterna, richiede una mole consistente di risorse da parte del computer, conviene quindi gestirlo in modo selettivo, operando su porzioni di immagine contenute.

Il comando fluidifica consente di spostare,( deformandoli ) blocchi di pixel,
il numero di pixel coinvolti varia con la dimensione del pennello scelto, un pennello più grande ovviamente coinvolgerà un numero di pixel maggiore.
Lo strumento da utilizzare per questo tipo di intervento è il primo in alto, (altera sposta in avanti) raffigurato sull'icona con un dito.


Prima di procedere con questo tipo di interventi è bene individuare i punti dove intervenire e come farlo.

In questa immagine bisogna risolvere alcuni problemi di distorsione (il bottone è ovale anzichè tondo), il bordo dei pantaloni segue una linea discontinua, la cerniera non è ben chiusa, e si sono formate delle grinze causate dal tessuto teso.


Consiglio di duplicare lo sfondo (menu livello/duplica livello) e lavorare quindi su un livello copiato.

Con pochi passaggi, possiamo riportare su linee accettabili le parti distorte.

L'operazione di fluidifica ci ha visto deformare verso destra il bottone, la conseguenza è evidente, anche il body sottostante si è deformato.


Basta cancellare la porzione di pelle che ha preso il posto del body, per far riapparire l'immagine di fondo (consiglio l'uso delle maschere di livello), questo è il vantaggio impagabile del lavorare su un livello duplicato.

Con timbro clone o/ed il cerotto possiamo far scomparire la cerniera e le grinze intorno al bottone.


Resta da scurire la parte della pancia intorno alla fibbia, come si può notare l'alta luce conferisce alla pancia l'effetto "sporgenza",


questa può essere attenuata abbassandone la luminosità tramite le curve e le maschere di livello come effettuato nel ritocco beauty per risolvere le occhiaie.



Vediamo di seguito il prima/dopo di tutti gli interventi sopra elencati.


Tutorial Beauty 2° immagine

In questo tutorial cercheremo di affrontare un ritocco viso completo, il risultato finale, a mio avviso, è un poco eccessivo, ma utile per potere vedere meglio la resa dopo i vari passaggi.
L'utilizzo di questa serie di tecniche ci consente di migliorare il "make up", eliminando i difetti più evidenti, senza però scadere nella classica sfocatura indiscriminata e dozzinale.




Diamo un primo occhio ai difetti più evidenti del nostro (malcapitato) soggetto..




Duplichiamo subito il nostro livello di sfondo e lavoriamo sul livello"copia".

Iniziamo con l'uso del pennello correttivo, "clonando" sui difetti più evidenti, prendendo come zone di origine, punti vicini ai difetti stessi, ma con una texture un po' più pulita, facendo molta attenzione a coinvolgere soltanto le zone interessate.

È una fase molto importante, forse quella fondamentale, si deve cercare di non eccedere, lavorando solo sulle imperfezioni con un pennello molto sottile e poco sfumato.

Dopo una prima serie di passaggi l'immagine dovrebbe cominciare ad essere visivamente più piacevole.




Consiglio sempre di verificare il passaggio prima/dopo, cercando così di cancellare eventuali "eccessi".

Di seguito, evidenziate in bianco, le parti effettivamente ritoccate.




Il prossimo passaggio è diviso in due fasi:
con l'auslio delle curve e delle maschere, schiariremo zone fastidiosamente scure, viceversa, scuriremo quelle chiare...

Solitamente applico le curve, come livello di regolazione, ne riempio la maschera di livello in nero, e con il pennello bianco a bassa opacità, dipingo le zone da schiarire.




il primo step, la curva per schiarire.




Vediamo quindi, evidenziate, le zone spennellate in bianco sulla maschera del livello curve,
le zone dove la schiarita avrà effetto (interno occhi, occhiaie...)




l'effetto dopo la schiarita..




Secondo step, le curve a scurire.




Stesso procedimento come per le curve a schiarire, vediamo le zone interessate.




l'effetto ottenuto.




Come possiamo notare, le occhiaie ed i loro fastidiosi chiaroscuri, sono state migliorate "scolpendole" con la luminosità, senza quindi intaccare la texture originaria....
Il prossimo step è stato raggiunto, dopo l'applicazione delle "curve", con altri piccoli colpi di pennello correttivo nelle zone ancora un po' "ruvide"...



In bianco, evidenziati i punti ritoccati.




Passiamo al colore del bianco degli occhi:
consiglio di lavorare su un nuovo livello, in metodo di fusione "colore",
con lo strumento contagocce, campioniamo il tono più neutro possibile all'interno del bulbo oculare,
quindi con un piccolo pennello morbido a bassissima opacità spennelliamo sino ad ottenere una piacevole omogeneità di tono, ovviamente, le parti rosse molto intense (tipo vasi capillari), anche se divenute "neutre", saranno comunque più scure,
creiamo allora un nuovo livello con metodo di fusione "normale", campioniamo un tono chiaro del bulbo e, come sopra, spennelliamo gradualmente a bassa opacità, dalla pupilla verso l'esterno del bulbo,
applicando infine una sfocatura contenuta, la sfumatura dovrebbe poter risultare "credibile"




Con qualche colpetto di gomma andremo ad evitare che la sfocatura e le pennellate escano dalle zone interessate,
i livelli di correzione degli occhi risultano grossomodo così...




Un ultimo passaggio, quello che la maggior parte dei tutorial ritengono la base di tutto, a mio avviso va dosato appena invece...
Selezioniamo la pelle escludendo tutti i dettagli (occhi, bocca, linee esterne, contorno naso etc...)
Lo strumento di selezione non è importante, consiglio pennello e maschera veloce, ma fondamentale è creare una selezione appena sfumata delle zone di pelle che necessitano ancora un aiuto.




Copiamo questa parte di livello, la sfuochiamo, ed aggiungiamo del "disturbo", possiamo applicare questo livello in metodo schiarisci ad opacità media oppure con metodo "normale" a bassa opacità...è solo questione di gusti, sconsiglio vivamente di eccedere...
Dopo la sfocatura verifichiamo la completa visibilità dei dettagli, è importante evitare che parti sfuocate coprano queste zone...
Questa sorta di "maschera", si presenta in questo modo.



Il risultato ottenuto dopo l'applicazione della "maschera" per la pelle.




Dopo una rifinitura sulle sopraciglie e sui capelli che giravano fastidiosamente sulla fronte, il nostro ritocco si presenta così.




Il prima/dopo




Qualche ulteriore ragguaglio:
questo "minitutorial" non ha nessuna pretesa in particolare, salvo quella di dare un 'intenzione diversa al fotoritocco beauty,
spostare l'attenzione verso le piccole correzioni, onde evitare la classica sfocatura indiscriminata.

Consiglio ai neofiti un uso spregiudicato del tasto F1...

Purtroppo è impossibile dare indicazioni precise in merito ai settaggi dei vari strumenti, ad esempio:
i diametri dei pennelli, la durezza utilizzata, i raggi delle sfocature o la quantità del disturbo...

Ogni passaggio è frutto di esperienza, gusto ed è soggetto ad ulteriori variabili come:
- tipo di originale (scansione da pellicola oppure file generato da fotocamera digitale)
- dimensioni dell'immagine stessa...


Ancora un paio di consigli:
- i soggetti fanno la metà del lavoro, evitare in fase di esercizio immagini troppo piccole, soggetti troppo difficili che richiederebbero degli eccessivi virtuosismi
- nell'ambiente commerciale il ritocco è visto per la maggior parte dei casi come un' ultima fase di make-up, l'eccesso nei vari passaggi è sempre sconsigliato.
-Il miglior ritocco è quello che non si vede.

Da digitale a Polaroid

Come trasformare uno scatto digitale in una Polaroid... vissuta..



BREVE INTRDUZIONE


La pellicola polaroid (intesa come pellicola positiva a sviluppo istantaneo) ha sempre interessato il mondo della fotografia per svariati motivi.

L’immediatezza nella visualizzazione è il pregio fondamentale che ha contraddistinto questo supporto sino all’avvento del digitale, un aspetto che lo rende per alcuni importante quasi quanto l’inven zione stessa della fotografia.

Nell’ambito professionale l’utilizzo principale è stato quello di controllo di luci, inquadrature, tagli (leggibili anche dai non addetti ai lavori), layout per impaginazione, e non per ultimo, riferimento cromatico.

Quest’ultimo aspetto affascina e ispira le scelte di molti fotografi anche nella gestione di immagini digitali.

La resa cromatica della pellicola Polaroid è condizionata da differenti variabili:
emulsione, tipo di pellicola, contrasto del soggetto, temperatura durante il processo di sviluppo e non solo, 2 confezioni distinte dello stesso tipo di polaroid, a parità di situazione, raramente danno lo stesso risultato.

Visto l'uso diffuso nei vari ambiti della fotografia, questo tipo di pellicola viene prodotto in formati differenti, dalla classica immagine quadrata della polaroid 600, o dalla più artistica (per la tipologia di colori e la manipolabilità in fase di sviluppo) sx70 , ai formati più grandi, sino ad arrivare all'artigianale 50x60.

E’ quindi difficile, poter definire in modo assoluto la caratteristica cromatica di una foto scattata con pellicola polaroid, in questo tutorial mi baserò sulle dominanti più ricorrenti della 669, blu NELLE OMBRE, verdi nei NEUTRI, e giallo NELLE LUCI.

In questo tutorial vedremo come simulare le cromie, creare un passepartout, e "sporcare" il tutto, per renderne la resa più realistica.


MODIFICA DELLE CROMIE

L'immagine scelta è stata scattata con una normale compattina digitale, essendo composta soprattutto da toni poco saturi, necessiterà di correzioni molto contenute, nel caso si utilizzino delle immagini molto "colorate" sarà necessario intervenire maggiormente sui controlli di correzione.




Il primo passaggio prevede l'uso della "correzione colore selettiva", cercheremo di riprodurre le dominanti precedentemente individuate.


Abbassiamo la quantità di giallo e di nero nel canale dei neri, in questo modo la zona delle ombre risulterà schiarita e presenterà una dominante blu.


Abbassiamo la quantità di magenta nel canale dei neutri, con il conseguente aumento della dominante verde.


Infine, scuriamo le alte luci aumentando il valore dei neri e dei gialli nel canale dei bianchi.


Per aumentare il sapore "chimico", interveniamo sulla saturazione utilizzando lo strumento di regolazione "tonalità e saturazione", cercheremo di dare un po di "iridescenza" ai toni freddi a discapito di quelli caldi, intervenendo come di seguito.

Saturiamo lievemente tutti i colori, e schiariamoli appena.


Abbassiamo decisamente la saturazione dei toni "rossi".


Aumentiamo la saturazione e scuriamo un po' i toni "blu".


Con questi due semplici strumenti di regolazione e pochi passaggi abbiamo ottenuto un risultato cromatico soddisfacente.



Procediamo con la creazione della nostra cornice, selezioniamo tutta l'immagine (comando veloce ctrl+a per Win o mela+a per Mac), con la selezione attiva ingrandiamo il quadro (canvas) barra del menu> immagine >dimensione immagine, ed impostiamo le misure per ampliare la dimendione del quadro.





L'immagine ottenuta avrà un bordino bianco, potrebe sembrare già un risultato definitivo, ma cercheremo invece di simulare con più realismo lo spessore del passepartout, l'ombra che proietta sull'immagine, la materia della carta.



Invertiamo la selezione attivata precedentemente, menu>selezione>inversa oppure ctrl+shift+i per Win o mela+shift+i per Mac.




A questo punto la parte selezionata sarà solo il bordino esterno all'immagine, sfumiamo la selezione di pochissimi pixel menu>selezione>sfuma (il numero di pixel è relativo alla dimensione del file).



Creiamo un livello "tinta unita", per farlo andiamo sulla palette dei livelli, clicchiamo sul pulsante apposito situato in basso, si aprirà un menu a tendina sul quale andremo a selezionare la voce interessata.



Il nuovo livello tinta unita, avrà una maschera di livello che renderà visibile solo la cornice esterna all'immagine.



Andiamo ad applicare una serie di "effetti di livello" che ci aiuteranno nel nostro compito.

Applichiamo l'ombra esterna che ci aiuterà a simulare "l'altezza" del nostro passepartout.



Aggiungiamo del bagliore esterno, che servirà a dare un po' di lucidità e simulerà un po' di disomogeneità di "sviluppo".




Ed infine per simulare la ruvidità applchiamo una texture: filtro>schizzo>Contè Crayon.



La resa della nostra cornice dopo questi ultimi passaggi.



Possiamo a questo punto sbizzarrirci per sporcare la nostra Polaroid, con delle pennellate di colore da applicare sul passepartout, delle pennellate molto leggere e trasparenti ad aumentare gli aloni all'interno dell 'immagine, e magari, perchè no, qualche impronta digitale, utilizzando dei pennelli facilmente reperibili online, l'unico limite a questo punto è la fantasia.




Questo è il nostro risultato definitivo.




Ed il prima/dopo.